Politica Fratoianni a La Livella Podcast: “Il salario minimo a 9 euro è superato, va aggiornato al costo della vita”Nella puntata de La Livella con il segretario di Sinistra Italiana, il confronto col presidente Capobianco su salario minimo, tassa sui grandi patrimoni, produttività e fisco sul lavoro mercoledì 14 Ottobre 2026 Salario minimo, tassa sui grandi patrimoni, fisco sul lavoro e produttività i temi al centro dell’ultima puntata de La Livella, il podcast di Conflavoro che mette a confronto politica e imprese, condotto da Andrea Pancani e disponibile su YouTube, Spotify e Audible. Ospite l’on. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Le dichiarazioni di Fratoianni a La Livella Nel confronto con il presidente di Conflavoro Roberto Capobianco, Fratoianni definisce il livello dei salari “un’emergenza nazionale che riguarda tutti” e riconosce che la proposta del 2023 sul salario minimo a 9 euro lordi è ormai “superata” dal costo della vita: rilancia quindi la proposta di legge AVS per l’indicizzazione automatica degli stipendi all’inflazione — “un modello simile a quello che un tempo si chiamava scala mobile” — mentre, alla domanda sul primo provvedimento in caso di governo, risponde: “cancellare la selva di precarietà che sta ammazzando una generazione intera”. “I salari bassi sono dovuti in parte a un’idea distorta con cui questo Paese e una parte del suo capitalismo hanno immaginato di affrontare la competizione globale. Non è una colpa che assegno alle imprese: è innanzitutto una responsabilità delle classi dirigenti. Per molto tempo si è pensato di costruire la competitività sulla svalorizzazione del lavoro e dei diritti, ma tutti i dati ci dicono che chi nel mondo compete e cresce con più forza è chi ha investito con più decisione su innovazione e ricerca”, afferma Fratoianni a La Livella. La proposta di AVS sulla tassa sulle grandi ricchezze Il leader di Sinistra Italiana difende poi la tassa sulle grandi ricchezze sopra i 5,4 milioni di euro di patrimonio netto: lo 0,1 per cento dei contribuenti, pari a circa 50mila persone su 60 milioni di italiani, per un gettito stimato di almeno 10 miliardi l’anno. “Non voglio impoverire nessuno che si è fatto il proprio patrimonio: vorrei un po’ di solidarietà, che mi pare una cosa di buonsenso. Per chi ha questi patrimoni un piccolo contributo non produce nessun danno, ma quei 10 miliardi l’anno possono fare tante cose buone”, sostiene l’onorevole. I dati del Centro Studi Conflavoro su salari e cuneo fiscale Secondo i dati del Centro Studi Conflavoro presentati durante la puntata, tra il 1990 e il 2024 le retribuzioni reali italiane sono diminuite dell’1,6 per cento, contro una crescita media del 35 per cento nei Paesi OCSE, e a inizio 2025 erano ancora inferiori del 7,5 per cento rispetto al 2021, il peggior risultato tra le grandi economie dell’organizzazione. Il cuneo fiscale sul lavoratore medio resta al 45,8 per cento del costo del lavoro contro una media OCSE del 34,9: oltre 22.000 euro l’anno tra quanto l’impresa paga e quanto il lavoratore incassa. Alla radice, una produttività cresciuta dello 0,3 per cento l’anno dal 1995, un quinto del ritmo europeo. Per il presidente di Conflavoro Roberto Capobianco, “Se aumentiamo la produttività delle aziende, con politiche che aiutano le imprese a far crescere il fatturato, otteniamo un aumento dei salari senza un aumento dell’inflazione, senza quindi far cadere il potere d’acquisto. Se invece per decreto da domani mattina dovessimo aumentare tutte le retribuzioni di tutti i livelli, così come conseguirebbe dal salario minimo per legge, significherebbe alzare da un giorno all’altro il costo lordo del lavoro per l’impresa, con conseguenze purtroppo prevedibili per i bilanci. Invece il salario giusto, nato da una nostra proposta del 2023, stabilisce che chi applica un contratto sotto il livello retributivo dei contratti più applicati perde gli sgravi dello Stato. Così facendo isoliamo anche chi fa dumping. L’obiettivo però deve essere quello di mettere le aziende in condizione di dare aumenti senza che il 70 per cento finisca in tasse e contributi e solo il 30 arrivi in tasca al lavoratore”. La tua crescita passa da una nostra sede Cerca la più vicina a te Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Scopri le altre nostre convenzioni Soluzioni per la crescita delle aziende e il benessere dei dipendenti Leggi tutto L'energia della tua impresa, a condizioni agevolate per tutti gli associati a Conflavoro PMI Leggi tutto Sconti per gli associati a Conflavoro PMI Leggi tutto Nexi, l'innovazione dei pagamenti digitali in Italia Leggi tutto