Conflavoro / Archivio Conflavoro / Notizie / Nazionali / Ok del senato per la Legge Fallimentare: ecco le novità
Breaking News

Ok del senato per la Legge Fallimentare: ecco le novità

Array
Breaking News

Il Ministro della Giustizia Orlando “Riforma epocale. Ci allineiamo all’ Europa, diamo trasparenza alle procedure”

Il testo è stato approvato ieri in Senato, 172 voti a favore contro 34. Tante sono le novità del DDL dei Fallimenti che  si pone l’obiettivo di riscrivere le metodologie di gestione della crisi d’impresa.

“Un contributo per un’economia più sana che aiuterà la crescita” twitta il premier Paolo Gentiloni.

Stiamo parlando del disegno di legge S. 2681, Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Cambia sensibilmente l’assetto ordinamentale storico delle tradizionali procedure di fallimento, concordato preventivo e liquidazioni coatte amministrative, e del più recente sovraindebitamento, rivedendo in chiave unitaria il sistema e pur senza un raccordo più organico con le amministrazioni straordinarie.
Quali sono le novità ?

  • Sostituire il termine «fallimento» e i suoi derivati con l’espressione “liquidazione giudiziale”. Il primo principio di delega è sul potenziamento dei poteri del curatore. Sarà il curatore, e non più il giudice ad occuparsi del riparto dell’attivo tra i creditori, potrà accedere alle banche dati pubbliche, e promuovere azioni giudiziali spettanti si soci o ai creditori. Le tempistiche della procedura di liquidazione dovranno concludersi entro tre anni dall’apertura, con la completa liberazione dei debiti dell’imprenditore.
  • Introdurre la definizione diStato di Crisi, intesa come probabilità di futura insolvenza. Questo dovrà confermare l’attuale nozione contenuta nella legge fallimentare, in base alla quale “lo stato d’insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.
  • Un unico modello processuale, per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza. Sarà compito del giudice classificare la sofferenza dell’impresa e del singolo debitore e definire se possa essere classificato come crisi o insolvenza, in base alle possibilità di recupero del debitore.
  • L’allerta è uno strumento stragiudiziale e confidenziale di sostegno alle imprese, una rapida analisi delle cause del malessere economico e finanziario dell’impresa. i. In caso di mancata collaborazione scatta la dichiarazione pubblica di crisi. Uno strumento che mira ad anticipare l’emergere di crisi conclamate che vuole favorire una “composizione assistita” con i creditori. Verranno anche istituite delle “misure premiali” per l’imprenditore che si rivolge tempestivamente alla procedura di allerta.
  • Infine vengono incentivati gli accordi extragiudiziali, grazie all’utilizzo di questi tre strumenti: accordi di ristrutturazione dei debiti,  piani di risanamento e convenzioni di moratoria.

Scopri le altre nostre convenzioni