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Quinto decreto ristori, ok al nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi

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Tour de force decisivo: dopo lo scostamento di bilancio, nuovo Dpcm e fiducia a Conte da votare alla Camera e al Senato

Diventa di 32 miliardi lo scostamento di bilancio volto anche a stanziare i ristori alle attività danneggiate dalle restrizioni anti-Covid- Il riferimento delle perdite dovrebbe attestarsi sui sei mesi. Il Consiglio dei Ministri di ieri sera ha dato il via libera e adesso sarà il parlamento a votare l’ok definitivo.

Ok che arriverà anche dai gruppi di Italia Viva di Camera e Senato, come ha assicurato Matteo Renzi nella conferenza stampa di due sere fa in cui annunciava l’uscita del suo partito dalla maggioranza di Governo. Poi ci sarà, appunto, il nuovo decreto ristori, il quinto.

Lunedì e martedì, intanto, il presidente Conte sarà prima alla Camera e poi alla prova del fuoco del Senato per la conta e capire se avrà trovato, o meno, una nuova maggioranza a sostenerlo.

 
Tornando ai ristori, come si legge nella vaga comunicazione dell’Esecutivo a fine CdM, i 32 miliardi dovrebbero essere destinate al finanziamento di misure che “in continuità con quanto già fatto nel 2020, hanno lo scopo di sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da COVID-19. Sono previsti stanziamenti destinati a interventi a tutela del lavoro, per il settore sanitario e in favore delle imprese che consentano di accelerare e potenziare la ripresa dell’attività economica, nonché ulteriori risorse per gli enti territoriali.

Adesso è atteso il nuovo Dpcm, senza grandi novità rispetto a quanto trapelato negli ultimi giorni. Ma c’è ancora caos sulle date e, a poche ore dalla sua entrata in vigore, ancora massima incertezza su chi potrà fare cosa e sui colori effettivi delle Regioni. Ci sarà l’istituzione della zona bianca, il divieto di uscire dalla propria Regione se non per salute, lavoro, necessità, ma, soprattutto, maggiore facilità di passaggio a zona arancione e rossa, nonché stop all’asporto dai bar dalle ore 18 (Codici Ateco 56.3 e 47.25).

Nuove restrizioni che Conflavoro, per l’ennesima volta nell’ultimo anno, chiede di mitigare introducendo l’uso obbligatorio della mascherine FFP2 (leggi qui l’ultima richiesta fatta a Stefano Bonaccini), proprio come accadrà da lunedì i Baviera.

Nello stesso Cdm di ieri sera, infine, via libera anche a un nuovo decreto legge in materia di rinvio delle scadenze in ambito tributario.

 

Ecco cosa prevede il nuovo DL

Ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (DL Rilancio).

Slittamento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 del termine finale di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall’articolo 68, comma 1, del DL Cura Italia.

Slittamento,
dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, della scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione e dagli altri soggetti titolati, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza;

R
invio del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.

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