Politica La settimana politica: le aggressioni legate ad Askatasuna e l’emergenza di NiscemiScontri a Torino per Askatasuna, condanna politica trasversale, caso Niscemi e tensioni USA-Iran: la settimana politica nel focus Conflavoro lunedì 2 Febbraio 2026lunedì 2 Febbraio 2026 Array Gli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna hanno assunto rapidamente una rilevanza politica nazionale, soprattutto dopo la grave aggressione ai danni di due poliziotti, entrambi ricoverati in ospedale a seguito delle violenze subite durante i tafferugli. La condanna della politica sugli scontri per Askatasuna L’episodio ha segnato un punto di rottura nel dibattito pubblico, spostando l’attenzione dalla protesta su Askatasuna al tema della sicurezza e della tutela delle forze dell’ordine, con l’immediata reazione del Governo tramite il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto, definendo l’aggressione agli agenti un vero e proprio tentato omicidio e ribadendo la necessità di una risposta dello Stato improntata al rispetto della legalità e alla difesa di chi garantisce l’ordine pubblico. La visita ai poliziotti feriti e l’annuncio di un rafforzamento delle misure in materia di sicurezza hanno segnato una linea politica netta, orientata alla tolleranza zero verso le violenze. Dal fronte dell’opposizione, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha condannato senza ambiguità le aggressioni della manifestazione per Askatasuna, esprimendo solidarietà agli agenti feriti e sottolineando che la violenza non può mai essere giustificata, ma richiamando l’esigenza di evitare strumentalizzazioni politiche e di mantenere un equilibrio tra sicurezza, diritto di manifestare e gestione del conflitto sociale. Niscemi diventa un caso politico nazionale Non solo Askatasuna al centro dell’attenzione nazionale. Il crollo di Niscemi ha infatti aperto un confronto sulle priorità di spesa e sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. Le visite della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sono state lette come un segnale di attenzione istituzionale e di assunzione di responsabilità, con l’impegno a garantire sostegno immediato e ad accelerare gli interventi di messa in sicurezza. La presenza del Governo non ha comunque attenuato le critiche sul piano strutturale da parte dell’opposizione con, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che hanno insistito sul carattere prevedibile dell’evento e sulla necessità di spostare l’asse delle politiche pubbliche dalla logica emergenziale a quella della prevenzione, evidenziando come l’esecutivo sia fatto trovare impreparato. In questo quadro si inserisce la provocazione più forte: destinare almeno un miliardo dalle risorse previste per il Ponte sullo Stretto alla ricostruzione di Niscemi e alla messa in sicurezza dei territori fragili. Una proposta dal forte valore simbolico, che contrappone grandi opere e bisogni immediati delle comunità, trasformando la frana in un banco di prova politico sulle reali priorità del Paese. Trattative USA-Iran e calcoli elettorali di Washington Le trattative tra Stati Uniti e Iran sono tornate al centro della scena internazionale, sospese tra aperture diplomatiche e dichiarazioni di forte contrapposizione, con il presidente americano Donald Trump ha parlato di negoziati in corso con Teheran, ribadendo la volontà di arrivare a un accordo sul dossier nucleare per evitare un’escalation militare, pur mantenendo una linea di pressione e deterrenza nella regione. Evidente la necessità del tycoon di raffreddare il fronte medio orientale per concentrarsi maggiormente sulla politica interna, con il contesto elettorale che pesa sulle scelte di politica estera, con i sondaggi nazionali mostrano un consenso ancora fragile per Trump in vista delle prossime tornate elettorali, mentre le elezioni suppletive in Texas hanno acceso l’attenzione degli osservatori per segnali di maggiore competitività democratica in territori tradizionalmente repubblicani. Sono comunque di segno opposto rispetto alle dichiarazioni del Presidente USA le parole della guida suprema iraniana Ali Khamenei, che ha respinto qualsiasi trattativa condotta sotto minaccia, avvertendo che un eventuale attacco statunitense provocherebbe una risposta dura e una destabilizzazione dell’intera area mediorientale. La tua crescita passa da una nostra sede Cerca la più vicina a te Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Scopri le altre nostre convenzioni 10% di sconto sui tuoi viaggi Leggi tutto 30% di sconto sulle tariffe web Leggi tutto Condizioni agevolate agli associati Conflavoro PMI Leggi tutto Gestione delle risorse umane in un clic Leggi tutto