Assemblea Straordinaria Conflavoro PMI per progettare il futuro associativo

Lucca: i presidenti territoriali di tutta Italia insieme per analizzare le varie realtà imprenditoriali rappresentate da Conflavoro PMI e stilare i piani di azione pluriennali

 

Durante la giornata odierna (10 febbraio 2018) si svolge l’Assemblea Straordinaria Nazionale di Conflavoro PMI. I lavori vedono la presenza del presidente Roberto Capobianco, dei vicepresidenti, del segretario generale Enzo Capobianco e di tutti gli altri componenti degli organi direttivi della Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese.

All’Assemblea partecipano anche i presidenti delle varie unioni territoriali dislocate in ogni regione e provincia italiana, riunitisi nella centrale Lucca per l’occasione. La seduta rappresenta un momento importante per stilare il bilancio delle azioni associative al 31 dicembre 2017.

Ma, in ottica futura, è anche un appuntamento fondamentale per discutere le prossime attività di Conflavoro PMI. Viene ufficializzato agli associati, infatti, un accurato piano programmatico che si focalizza sul 2018 e si concentra, contestualmente, anche su una logica di durata pluriennale.

“Il sistema Italia è ancorato a dogmi superati. Per rilanciare l’economia e la società – spiega Roberto Capobianco – è necessario guardare oltre, agire tramite una visione del lavoro innovativa, differente da quella del 1900. Il mondo è andato avanti e per le nostre aziende si prospettano sfide che, fino a una manciata di anni fa, non erano nemmeno immaginabili. Ed è per questo motivo che certi dogmi, certi modi di considerare il lavoro sono ormai inefficaci, inutili, dannosi per le imprese e per i lavoratori stessi”.

“Conflavoro PMI e i suoi associati – prosegue il presidente nazionale – vogliono propagare il più possibile questa visione innovativa del lavoro. I nostri piani di azione comprendono, a tal proposito, anche le basi minime per far ripartire l’Italia. Ovvero la completa revisione, da parte delle istituzioni, di capitoli pesanti all’inverosimile per le aziende. Quali? Pressione fiscale, burocrazia e costo del lavoro, tanto per iniziare. Vogliamo sia fatto per il bene del Paese, lottiamo per questo, ne abbiamo fatto la nostra missione principale”.

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