Causali di rinnovo dei contratti determinati? In stand by fino a ottobre

L’introduzione delle causali sarà rimandata per andare incontro ai mutamenti burocratici e strutturali che incideranno sulle Pmi. Tornano i voucher, il divieto di delocalizzazione è più soft

Reinseriti i voucher, rivista la morsa sulle delocalizzazioni, prolungati gli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35, sospese fino a ottobre le causali per il rinnovo dei contratti a termine. Sono queste, in materia di lavoro, le principali novità che andranno a modificare entro fine settimana alla Camera il decreto dignità. E non si tratta, dunque, di emendamenti di poco conto, tanto che lo stesso ministro Di Maio ha già definito il testo come una sorta di versione 2.0 dell’originale.

Vi sarà un periodo transitorio, fino al 31 ottobre prossimo, in cui il datore di lavoro potrà rinnovare, sempre a termine, i contratti a tempo determinato senza dover spiegarne le causali. Poi, da novembre, entrerà a regime la ‘giustificazione’. E, naturalmente, sarà confermato il maggior costo contributivo dello 0,5, a questo punto legato a doppio nodo alla stabilizzazione degli over 35.

 

Nessuna causale per le agenzie del lavoro

La causale sarà a carico dell’azienda in caso di contratto di somministrazione. Non previste, quindi, nei contratti stipulati dalle agenzia per il lavoro. In ogni caso l’azienda non potrà contare nel proprio organico più di un dipendente in somministrazione ogni cinque dipendenti. L’emendamento che sarà presentato, infatti, prevede che i contratti di somministrazione e a tempo determinato non possano essere superiori al 20% dell’organico aziendale.
 

Voucher, un ibrido tra digitale e cartaceo

La tracciabilità dei voucher è il modo più ovvio per evitare l’abuso di questo strumento. Su questo Di Maio non vuole transigere. Il nuovo voucher, a prescindere da come si chiamerà, sarà quindi sottoposto a un sistema di controllo chiaro e non potrà essere utilizzato indiscriminatamente per tutti i settori. Una tracciabilità che, in qualche modo, sarà in parte digitale e in parte cartacea, proprio come i voucher.

In particolare lo strumento di retribuzione per il lavoro occasionale era stato richiesto dal ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio proprio per il settore dell’agricoltura. In questo ambito i giorni massimi di utilizzo dovrebbero passare dagli attuali tre a dieci. Dovrebbero, inoltre, essere inclusi anche il settore turistico e gli enti locali.

 

Delocalizzazioni, si allenta il giro di vite

In materia lavoro, infine, il decreto dignità 2.0 allenterà la stretta sulle delocalizzazioni. A conti fatti restano le multe e il decadimento degli incentivi alle aziende che incassano contributi statali ed espatriano entro cinque anni. Ma solo per quelle la cui delocalizzazione causa un taglio dei posti di lavoro oltre il 50%. Non il 10% come previsto inizialmente. Le somme delle sanzioni applicate, poi, potrebbero essere dirottate a quelle imprese interessate a finanziare contratti di sviluppo per la riconversione dei siti produttivi in disuso – proprio a causa di delocalizzazione – anche eventualmente coinvolgendo ex dipendenti.

Breaking News Nazionali Notizie

Lascia un commento