Confsal e Conflavoro PMI insieme al Cnel: “Debellare dumping contrattuale”

C’è un dibattito aperto nel mondo dell’imprenditoria e del lavoro, sempre più intenso. E che riguarda il futuro della contrattazione collettiva e dei rapporti sindacali nel nostro Paese

 

Confsal e Conflavoro PMI insieme al Cnel

Domani, 17 aprile 2018, a Roma nella sala del parlamentino del Cnel si svolgerà il convegno ‘Relazioni industriali, rappresentatività e linee guida per la contrattazione collettiva‘. Il meeting è organizzato dalla Confsal – Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori – e tratterà temi quali la libertà sindacale e i CCNL.

Presente all’iniziativa e fra i protagonisti anche Conflavoro PMI, con i vertici dell’associazione di categoria compreso il presidente nazionale Roberto Capobianco. Conflavoro PMI, infatti, rappresenta la controparte datoriale di Confsal nei tavoli di contrattazione collettiva. A tal proposito, è già in programma un ulteriore convegno sul tema, sempre a Roma, il prossimo 11 maggio.
 

I temi sotto analisi

Al Cnel, sotto la lente di ingradimento ci saranno proprio le proposte del sindacato Confsal. La Confederazione, insieme con associazioni di categoria e professionisti, è impegnata nel proporre soluzioni a contraddizioni del sistema. “Il convegno – afferma il segretario generale Confsal Angelo Raffaele Margiotta – nasce dall’esigenza di debellare il fenomeno del dumping contrattuale. Di ridurre drasticamente la pletora di contratti collettivi nazionali. La volontà è quella di partecipare alla definizione di politiche di crescita economica, con particolare riferimento alle politiche attive per i giovani”.
 

Le proposte di Confsal

Le proposte di Confsal affrontano i nodi cruciali della questione della rappresentatività nelle contrattazioni collettive. Innanzitutto il tema cruciale del significato stesso di rappresentatività. Necessario, a tal proposito, il superamento della definizione di ‘organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale’. Essa, difatti, crea difficoltà d’interpretazione della norma e l’impasse non è stato chiarito nemmeno nelle recenti circolari dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

A mancare, infatti, è il parametro per individuare la rappresentatività di soggetti. Manca una piena attuazione del dettato costituzionale dell’articolo 39 della Costituzione, circa la registrazione delle associazioni sindacali e, di conseguenza, la loro trasparenza.

 

Le linee guida da seguire

L’altra proposta è quella di adottare linee guida uguali per tutti. Che siano sancite per legge, per la contrattazione collettiva, “caratterizzate – dicono da Confsal – da elevati standard qualitativi”. Un tema che investe da una parte, secondo il sindacato, la necessità di introdurre per via normativa elementi di retribuzione minima e di trattamento minimo per evitare pratiche di dumping. Dall’altra, quella di ridisegnare la composizione e il ruolo degli enti bilaterali.

Sono, questi ultimi, organismi paritetici costituiti dalle parti sociali firmatarie di un contratto collettivo, ai quali la legga affida compiti molto importanti per l’attuazione dei contratti stessi. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di garantire un’uniformità di funzionamento di tali enti, che devono essere considerati a servizio dei lavoratori e delle aziende.

 

I relatori del convegno

L’appuntamento di domani a Roma avrà inizio alle 9 e sarà moderato dal direttore del Diario del lavoro, Massimo Mascini mentre le conclusioni verranno affidate al presidente del Cnel, Tiziano Treu. Previsti anche gli interventi di Roberto Capobianco e dei già ministri del Lavoro Cesare Damiano e Maurizio Sacconi. Con loro, i professori di sociologia Lorenzo Bordogna (Università di Milano) e Mimmo Carrieri (Sapienza di Roma), del responsabile delle relazioni industriali di Fca Group Pietro De Biasi e del presidente di Adapt Emanuele Massagli.

Lascia un commento