Decreto dignità diventa legge: tutte le novità sul lavoro, punto per punto

Con il via libera del Senato, il decreto dignità è stato convertito in legge con modifiche. Vuoi scoprire come cambia il mondo del lavoro? Ecco il breve vademecum di Conflavoro Pmi

L’ok è arrivato sul filo del rasoio, ma senza il paventato ricorso al voto di fiducia. Il Senato oggi (7 agosto) Conte ha dato il via libera al decreto dignità, il primo maxi provvedimento del governo Conte in materia di lavoro e impresa (e pubblicità sul gioco), che dunque è stato convertito in legge. 155 i voti favorevoli, 125 i contrari, 1 astenuto. In mattinata, infatti, sono stati bocciati tutti gli emendamenti, circa 700, presentati dalle opposizioni. Il testo votato, pertanto, è lo stesso passato alla Camera settimana scorsa e non c’è necessità di ripresentarlo a Montecitorio.

I tempi per l’approvazione erano strettissimi: con la scadenza del Dl prevista per l’11 settembre e la chiusura estiva delle aule a incombere sulla tabella di marcia (35 i giorni di ferie per deputati e senatori, oggi era l’ultima seduta programmata), il decreto dignità doveva essere convertito nell’immediato. E così è stato. Il testo era arrivato in aula ieri senza che le commissioni Lavoro e Finanze indicassero i relatori.

Si tratta di una versione 2.0 del decreto dignità, come definita dallo stesso ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che lo ha fortemente voluto. Una versione, cioè, piuttosto differente rispetto al testo approvato un mese fa dal Consiglio dei ministri, frutto di molti emendamenti della maggioranza parlamentare.

 

Giro di vite per i contratti a termine

12 mesi più altri eventuali 12 mesi e un totale di massimo quattro proroghe, ma con causali precise e un costo contributivo aumentato dello 0,5% per ogni rinnovo. Ecco come sono cambiati i contratti a tempo determinato. Non più, dunque, un massimo di 36 mesi raggiungibili con cinque proroghe. L’incremento del costo contributivo va ad aggiungersi all’attuale 1,4%. Dall’aggravio sono esclusi i collaboratori domestici. Senza causali dopo i primi 12 mesi il contratto diventa automaticamente indeterminato. C’è un periodo di transizione per dare tempo alle imprese di adeguarsi alla nuova normativa. Per i contratti stipulati prima del 14 luglio 2018, infatti, valgono le vecchie regole fino al 31 ottobre 2018.

 

Contratti di somministrazione

L’impianto normativo, esclusi i lavoratori portuali, è il medesimo applicato ai contratti determinati. Inoltre i contratti di somministrazione e a termine non possono eccedere il 30% dei lavoratori in forza presso l’impresa. Le causali si applicano al datore di lavoro e non all’agenzia per il lavoro. Ma per entrambi i soggetti, se trasgrediscono le regole, è prevista una multa di 20 euro al giorno per lavoratore.

 

Licenziamenti e delocalizzazioni

In caso di licenziamenti illegittimi aumenta l’indennità per il lavoratore malcapitato: da un minimo di 6 mesi a un massimo di 36.

Le imprese che delocalizzano entro cinque anni dal momento in cui ricevono aiuti statali, devono restituire l’incentivo con gli interessi (maggiorazione di 5 punti). Questo se la delocalizzazione è in Ue. Se è fuori dalla comunità europea, vale quanto detto m avi è anche una sanzione da due a quattro volte l’importo del beneficio ricevuto. Attenzione: il discorso è valido solo per quelle imprese la cui delocalizzazione causa un taglio di oltre il 50% dei posti di lavoro. Sanzioni anche se la delocalizzazione riguarda beni e macchinari ottenuti grazie agli incentivi di Industria 4.0, ma non se il trasferimento è temporaneo.

 

Ampliamento dell’utilizzo dei voucher

I voucher sono ora utilizzabili per agricoltura, turismo ed enti locali fino a dieci giorni. Va autocertificata, per quanto riguarda naturalmente il primo caso, la non iscrizione nell’anno precedente agli elenchi degli agricoli. Le prestazioni occasionali possono essere pagate mediante voucher anche da alberghi e strutture ricettive del turismo con meno di otto dipendenti. Cinque, invece, il limite massimo di dipendenti per le imprese agricole. Interessati alle novità gli under 25, i disoccupati, i pensionati, i percettori di reddito di inclusione o di altre forme di sostegno al reddito.

 

Incentivi per assunzioni a tempo indeterminato

Anche per il biennio 2019-2020 ci saranno incentivi per assumere a tempo indeterminato under 35 che non hanno mai avuto finora un contratto fisso. Per favorire queste assunzioni è prevista una decontribuzione al 50% valida 36 mesi con tetto massimo di 3mila euro annui. Per avviare questi incentivi è necessario un apposito decreto attuativo interministeriale (Lavoro ed Economia) da emanare entro 60 giorni a partire dalla conversione in legge del decreto dignità.

 

Ulteriori novità del dl convertito in legge

Il testo che ha avuto l’ok di Camera e Senato interviene anche sui giochi, ponendo il divieto di pubblicità su giochi e scommesse (‘Nuoce alla salute sarà scritto sui Gratta e vinci) e innalzando la misura del prelievo erariale unico sulle vincite da apparecchi da gioco. Il surplus andrà a finanziare in parte gli incentivi per le assunzione degli under 35.

Viene anche ridefinito il regime giuridico e fiscale dello sport dilettantistico. Il testo, inoltre, interviene, in diverse misure, su redditometro (abolito), spesometro (rinviata trasmissione terzo trimentre 2018 al 28 febbraio 2019, con conseguente slittamento dell’invio del quarto trimestre) e split payment (esclusi i professionisti). Prorogato, infine, per il 2018 il regime di compensazione per le cartelle esattoriali.

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