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Disoccupazione giovanile, Italia sopra media UE. Talarico: “Acceso al credito anche per i giovani”

Con il 23,7%, il nostro Paese registra il terzo dato più alto sulla disoccupazione giovani in Europa (dati Eurostat)

In Italia, secondo il dato Istat, il tasso di disoccupazione giovanile sale al 23,7% (+1,6 punti). Il nostro Paese registra il terzo dato più alto sulla disoccupazione giovanile in Europa (dati Eurostat). Al primo posto la Spagna (disoccupazione giovanile al 32,1%), al secondo posto la Grecia (disoccupazione giovanile al 28,5%). 

I giovani assunti inoltre, ​​hanno contratti per lo più a tempo determinato. I dati INPS ci dicono, infatti, che nel 2021 tra i giovani nella fascia 25-29 anni il reddito medio annuo supera di poco i 15mila euro, mentre nella fascia 30-34 non si arriva a 19mila euro. Si registra poi un picco negativo nella fascia 20-24, dove il guadagno medio è inferiore ai 10mila euro l’anno. 

Assunzioni under-36 incentivate con la Legge di Bilancio 2023

Per contrastare la disoccupazione giovanile, la Legge di Bilancio 2023 estende anche alle nuove assunzioni a tempo indeterminato di soggetti che non hanno compiuto il 36esimo anno di età l’esonero contributivo. 

  • nella misura del 100 per cento dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro privato (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail e ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche), nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro su base annua;
  • per un periodo massimo di 36 mesi elevato però in via transitoria a 48 mesi per le assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna;
  • ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei nove mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

Il commento di Tiziano Talarico, presidente Conflavoro PMI giovani imprenditori

“I dati sulla disoccupazione giovanile sono molto preoccupanti. I giovani hanno bisogno di sostegno, sia se desiderano avviare un’impresa, sia se devono entrare nel mondo del lavoro. Nel primo caso è necessario pianificare un rilancio concreto e lungimirante dell’imprenditoria italiana  – dichiara Tiziano Talarico, presidente Conflavoro PMI Giovani Imprenditori – coinvolgendo l’inventiva e la determinazione delle nuove generazioni. È necessario che lo Stato sostenga e garantisca l’accesso al credito anche per le giovani imprese che dimostrano di avere progetti imprenditoriali forieri di crescita e sviluppo, pur non avendo per ovvie ragioni un bilancio pregresso da dimostrare”. 

“Ma altrettanto importante è sostenere le aziende nel ricambio generazionale, favorendo quanto più possibile l’entrata dei giovani nel mercato del lavoro. Come? Favorendo le assunzioni di under-36, come appunto prevede nuovamente la Legge di Bilancio 2023; ma anche incentivando una formazione mirata che prepari i giovani alle reali esigenze dei singoli territori”.

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