Fisco, giugno di fuoco: le scadenze per aziende e partite Iva

Il 16 e 30 giugno le scadenze più pesanti per essere in regola con il Fisco

C’è la spinta emotiva (ed economica) dovuta al susseguirsi delle riaperture (leggi qui il calendario per la zona gialla), all’avvicinarsi dello stop al coprifuoco per l’intero Paese e al crollo dei contagi che porterà in ogni caso, a breve, tutta Italia in zona bianca.

E poi c’è lo scadenzario fiscale che incombe per aziende e partite Iva e che renderà un po’ più nera la seconda metà di giugno per chi sta provando, finalmente, una sensazione di ritorno alla normalità, seppur molto lento e difficoltoso. Sono, infatti, quasi 150 gli adempimenti con il Fisco da regolare nel mese giro di boa del 2021. Ecco le voci principali.

10 giugno – Termine ultimo per concludere il processo di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse nel 2019, e anche dei registri contabili relativi al 2019. La scadenza era stata prorogata dal DL Sostegni.

16 giugno – Senza dubbio uno dei giorni più pressanti, fiscalmente parlando, del mese. Entro questa data occorre provvedere al versamento dell’acconto Imu. Ricordiamo che con il decreto Sostegni viene prevista l’esenzione dal versamento dell’Imu, per i titolari di partita Iva beneficiari dei contributi a fondo perduto, solo per gli immobili in cui i soggetti passivi esercitano le attività di cui sono anche gestori. Previsti, tra gli altri, i versamenti periodici Iva, Irpef e Inps. Nel calderone, Tobin Tax, Split Payment e addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti nel mese precedente.

25 giugno – Altra data da segnare in rosso. Termine ultimo per la presentazione degli elenchi riepilogativi (Intrastat) delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi, con riferimento sempre al mese precedente. Soggetti interessati, i residenti all’interno dell’Unione europea. La comunicazione dovrà avvenire per via telematica all’Agenzia delle Entrate o delle Dogane. 

30 giugno – Termine ultimo per il versamento delle imposte sui redditi (saldo 2020 e acconto 2021) e per la presentazione della dichiarazione Imu. Insieme a quello del 16 giugno è l’appuntamento fiscale più importante del mese proprio per le ingenti spese riguardanti saldo e prima rata di acconto Irpef, Ires, Irap, cedolare secca e imposte sostitutive emerso dalla dichiarazione dei redditi 2021, relative al periodo d’imposta 2020.

Il versamento può essere effettuato in unica soluzione o optando per la rateazione. È infatti possibile differire il pagamento entro il 30 luglio 2021, aggiungendo però agli importi la maggiorazione dello 0,40%. Il saldo e la prima rata di acconto possono essere versati in rate mensili, con rateizzazione da completare entro il mese di novembre.

 

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