Governo: Alberti Casellati fallisce, rottura nel centrodestra, accordo M5S-Lega vicino

Alberti Casellati: “Spunti di riflessione, Quirinale saprà individuare percorso migliore”

Il Capo di Stato Sergio Mattarella aveva affidato mercoledì mattina un incarico esplorativo alla seconda carica della Repubblica per cercare di convincere Movimento 5 Stelle e centrodestra a sostenere insieme un nuovo esecutivo. Il mandato, in sostanza, era però già fallito nel giro di poche ore.

Oggi, convocata al Quirinale per le ore 12, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha alzato ufficialmente bandiera bianca: “Ho svolto l’incarico assegnatomi con dedizione, cercando di favorire un confronto costruttivo nel perimetro indicato dal presidente Mattarella e ci sono stati spunti di riflessione politica. Sono certa che il presidente saprà individuare il percorso migliore da intraprendere”.
 

Ecco le prossime mosse del Qurinale

Adesso il presidente Mattarella farà trascorrere qualche giorno e poi potrebbe conferire un nuovo incarico esplorativo. Stavolta a una figura tecnica, oppure a Roberto Fico presidente della Camera, ovvero terza carica dello Stato. E le convergenze da ricercare in questo caso cambierebbero, poiché sarebbero da rinvenire tra M5S e Partito Democratico. Non sono comunque escludibili mandati formali a Di Maio o Salvini, anche se è sempre più probabile che, ormai, i giochi saranno decisi dopo le elezioni regionali di fine mese.

Se nessuno degli attori in campo farà passi indietro, le strade da percorrere per Sergio Mattarella resteranno pochissime. Lega che abbandona centrodestra e forma l’esecutivo con i pentastellati, ritorno alle urne, oppure un governo da tutti dentro. La prima, a oggi, è l’opzione più probabile.

 

M5S: “Noi e Lega abbiamo i numeri. Governo duraturo oppure voto”

Il Movimento 5 Stelle, durante il round di consultazioni ridotte, aveva comunque proposto un esecutivo che comprendesse i partiti di Di Maio e Salvini, con appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia. O, per dirla come il capogruppo pentastellato alla Camera, Giulia Grillo, una “non ostilità“. Intendendo che “per noi questi voti non sono necessari perché M5s e Lega in quanto a numeri sono autosufficienti“. Dunque, per le squadre di Meloni e Berlusconi nessun poltrona di governo né la possibilità di metter penna sul programma.

Per Giovanni Toti di Forza Italia un governo del genere, o anche un esecutivo con dentro Forza Italia ma pur sempre a guida M5S, non sarebbe mai e poi mai accettabile. Posizioni, in sostanza, diametralmente opposte e pietrificate. L’unico punto in comune è che Di Maio non vuole Berlusconi protagonista e viceversa.

Inoltre, lo stesso presidente di Forza Italia ha già avuto modo di rincarare la dose. “Nessun accordo è possibile con i 5 Stelle, un partito che non conosce l’abc della democrazia – ha accusato – che prova invidia sociale, formato solo da disoccupati, e che rappresenta un pericolo per l’Italia”. Berlusconi, piuttosto, ha detto che andrebbe a cercare i voti da PD e Gruppo misto. Insomma, all’interno del centrodestra gli animi sono a dir poco bollenti. Lo schieramento sembra irrimediabilmente spaccato.

“Ce la stiamo mettendo tutta per dare agli italiani un governo che migliori loro la vita”, ha affermato dal canto suo il capogruppo al Senato dei 5 Stelle, Danilo Toninelli. “Rimaniamo noi stessi: intransigenti e legati ai nostri principi, in primis la coerenza. Un governo che tiri a campare non ci interessa, a quel punto meglio il voto“.

 

Salvini si stacca da Berlusconi? “Il governo lo faccio io”

Matteo Salvini, invece, ha riconosciuto la proposta dei pentastellati sulla ‘non ostilità’ come un passo avanti dopo settimane di veti incrociati tra il singolo partito che ha preso più voti (il M5S, appunto) e lo schieramento che il 4 marzo ha raggiunto la percentuale più alta di preferenze (il centrodestra).

Dopo averne ricevuto uno lui stesso da Luigi Di Maio, però, anche Salvini ha lanciato una sorta di ultimatum. “No all’ennesimo governo tecnico che poi spenna gli italiani, a questo la Lega non sarà mai disponibile”. Dichiarazioni precedenti il colloquio odierno tra Alberti Casellati e Mattarella. “Se non si smuove nulla – aveva aggiunto – il governo lo metto in piedi io. E se non ce la facciamo si va alle urne”.

Questo ultimatum, specie in vista delle elezioni regionali di fine mese, sembrava indirizzato più a Berlusconi che a Di Maio. Alla luce delle parole del presidente di Forza Italia, invece, adesso è praticamente certo.

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