Ispettorato del lavoro, in legge di Bilancio assunzioni per maggiori controlli territoriali

Un migliaio di figure con rinforzi previsti anche a livello dirigenziale centrale. Il ministro Di Maio inizia così il percorso che punta a rivoluzionare le modalità ispettive

La legge di Bilancio 2019 si preoccupa anche di rimodellare, mediante un piano pluriennale, l’operatività strutturale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, da alcuni mesi diretto dal generale dei carabinieri Leonardo Alestra. Lo fa partendo dall’assunzione a tempo indeterminato di 930 nuovi soggetti prevalentemente con funzioni di controllo. Le nuove figure previste sono 300 nel 2019, 300 nel 2020 e 330 nel 2021. Di conseguenza – si legge ancora nel Bilancio 2019 (comma 445, legge 145/2018) – l’apposito Fondo risorse decentrate è integrato di 750 mila euro per l’anno corrente, di 1,5 milioni per il 2020 e di circa 2,3 milioni a decorrere dal 2021.

Gli oneri per le assunzioni fotografano, rispettivamente, spese annue per 6, 24 e 37 milioni di euro. Le nuove figure si occuperanno, ad esempio, della conciliazione delle controversie di lavoro e della gestione burocratica delle varie sedi territoriali. Sono previsti rinforzi anche di livello dirigenziale (lettera b, comma 445). In particolare, i dirigenti generali passano da due a quattro. I dirigenti non generali, invece, da 88 a 94.  Sono tali, ad esempio, i direttori degli ispettorati territoriali.

In questo ultimo caso (lettera c, comma 445), con oneri pari a circa 2,8 milioni, “l’Ispettorato nazionale del lavoro è autorizzato all’assunzione delle unità dirigenziali non generali derivanti dalla modifica della dotazione organica prevista dalle disposizioni di cui alla lettera b), nonché, al fine di garantire una presenza continuativa dei responsabili di ciascuna struttura territoriale, di ulteriori 12 unità dirigenziali di livello non generale”.

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