Politica La settimana politica: Meloni calendarizza referendum giustizia, Venezuela libera Trentini e BurlòLavoro, PMI ed economia reale, referendum sulla giustizia: dalla conferenza di inizio anno di Meloni al rilascio degli italiani detenuti in Venezuela lunedì 12 Gennaio 2026lunedì 12 Gennaio 2026 Array Si è svolta venerdì 9 gennaio l’ormai abituale Conferenza stampa di apertura dell’anno da parte del Presidente Meloni. Nel corso delle interlocuzioni con i giornalisti è stata confermata una linea di prudenza ed equilibrio, e sono emersi vari spunti descrittivi della visione del Governo sull’attuale andamento economico del Paese, tra cui il rapporto tra stabilità finanziaria ed economia reale, la tutela dell’occupazione e la centralità del tessuto produttivo italiano. Meloni ha ribadito anche le priorità dell’Esecutivo in materia di lavoro, con particolare riferimento alla tutela dell’occupazione e della capacità produttiva e, soprattutto, alla necessità di non aggravare il carico su chi produce e crea occupazione, oltre a un’attenzione specifica rivolta alle PMI. Rilevante tra gli altri il passaggio in cui è stata implicitamente riconosciuta l’esistenza di un divario tra la crescita dei mercati finanziari italiani e la più contenuta dinamica dell’economia reale rispetto a cui Meloni ha richiamato la necessità di non confondere gli indicatori finanziari con lo stato effettivo del sistema produttivo e del lavoro, ribadendo come la solidità dei conti pubblici e la credibilità internazionale rappresentino condizioni necessarie, ma non sufficienti, per sostenere una crescita diffusa e strutturale. Riforma della giustizia verso il referendum Durante la conferenza, Meloni ha sciolto le riserve sulla data del referendum sulla riforma della giustizia, che avrà luogo il 22 e 23 marzo. La sfida referendaria, indipendentemente dall’esito finale, è certamente destinata a incidere sugli equilibri politici, con i fronti del Sì e del No che iniziano a strutturarsi in vista di una partita destinata a polarizzare il dibattito pubblico nei primi mesi del 2026. Sul piano degli schieramenti, il 10 gennaio ha segnato l’avvio ufficiale della campagna delle opposizioni con la presentazione del comitato “Società civile per il No”, occasione in cui PD, M5S e AVS hanno accusato il Governo di mettere a rischio l’equilibrio tra i poteri dello Stato e la tenuta democratica del sistema istituzionale. Ancora più ampia la mobilitazione promossa dalla CGIL e da altre sigle sindacali e parti sociali a difesa della Costituzione e del principio di separazione dei poteri. Compatta, sul fronte opposto, la posizione dell’intero centrodestra, che continua a valorizzare i benefici della riforma in termini di autonomia ed efficienza del sistema giudiziario, guardando alle prospettive di modernizzazione e rafforzamento della giustizia per presentare il referendum come un passaggio riformatore piuttosto che come uno scontro ideologico. Politica internazionale: i fronti di Venezuela, Iran e Ucraina Dopo 423 giorni di prigionia sono stati liberati Alberto Trentini e Mario Burlò dal carcere di El Rodeo, noto per ospitare i prigionieri politici del Governo Venezuelano, recentemente orfano dell’ex Presidente Maduro, che nei primissimi giorni del 2026 è stato catturato e trasferito negli Stati Uniti attraverso un’operazione militare speciale. Entusiasmo da parte di tutti i leader politici di maggioranza ed opposizione, con il Ministro Tajani che sottolinea il grande lavoro della diplomazia italiana e identifica la liberazione come uno spartiacque nelle relazioni tra Roma e Caracas (guarda il videomessaggio di Meloni). A livello geopolitico, infatti, l’iniziativa del neo-Presidente Delcy Rodriguez si colloca in un momento in cui il Venezuela sta cercando di ristabilire linee di comunicazione con l’Europa. L’obiettivo è duplice: ridurre l’isolamento sulla scena internazionale e recuperare spazio di manovra in termini di legittimità diplomatica che dovrebbe aprire una nuova stagione politica. La situazione resta comunque molto delicata per il Paese, da ultimo con l’autoproclamazione del Presidente Usa Trump a Presidente ad-interim del Venezuela sul suo social Truth. Nel frattempo permangono svariati i fronti caldi su cui il nostro Governo Meloni continua a mantenere alta l’attenzione. Da un lato, in Medio Oriente continuano le proteste in Iran contro il governo dell’Ayatollah Khamenei, dove le Ong denunciano l’uccisione di almeno 544 persone con il regime che invita le famiglie di Teheran a tenere i figli lontani dalle proteste. Dall’altro, sul fronte Russo-Ucraino proseguono i raid di droni Russi su Kiev, mentre non si segnalano particolari sviluppi sul fronte dei negoziati di pace. La tua crescita passa da una nostra sede Cerca la più vicina a te Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Scopri le altre nostre convenzioni 10% di sconto sui tuoi viaggi Leggi tutto 30% di sconto sulle tariffe web Leggi tutto Condizioni agevolate agli associati Conflavoro PMI Leggi tutto Gestione delle risorse umane in un clic Leggi tutto