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Patente a crediti nei cantieri, le proposte di Conflavoro al ministero

Irene Botta, responsabile Relazioni istituzionali e l’ing. Gennaro Battimo esperto in materia, illustrano le proposte di Conflavoro sulla patente a crediti

Conflavoro ha partecipato oggi (18 marzo) al Tavolo del ministero del Lavoro incentrato sulla patente a crediti necessaria, da ottobre 2024, alle imprese e ai lavoratori autonomi che operano sui cantieri edili e prevista dal DL 19/2024. L’associazione, intervenuta con Irene Botta responsabile Relazioni istituzionali, accompagnata dall’ing. Gennaro Battimo esperto in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ha posto l’accento su alcuni aspetti della patente a crediti, indicando alcune migliorie allo strumento.

Gli obiettivi della patente a crediti

La patente a crediti, voluta dal governo dopo la tragedia del cantiere di Firenze avvenuta lo scorso 16 febbraio, va nella direzione di voler aumentare la percezione del rischio lungo l’intera catena della responsabilità, con il fine ultimo di condurre, in prospettiva, ad un azzeramento degli infortuni e delle irregolarità riscontrate grazie al rispetto di obblighi formativi e di adempimenti legati alla verifica di taluni requisiti individuati come imprescindibili per l’ottenimento e il mantenimento stessi.

Chi deve richiedere la patente a crediti

La patente viene rilasciata in formato digitale dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro al lavoratorre autonomo e all’impresa che rispettano i seguenti requisiti:

  • iscrizione presso la Camera di Commercio, Industria e Artigianato;
  • adempimento degli obblighi formativi da parte del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori dell’impresa, come stabilito dall’articolo 37;
  • adempimento degli obblighi formativi da parte dei lavoratori autonomi, come previsto dal decreto;
  • possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in corso di validità;
  • possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
  • possesso del Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF).

Le imprese che hanno ottenuto l’attestazione SOA non sono tenute a richiedere la patente a crediti.

In caso di verifica da parte degli organi preposti, verrà decurtato un certo numero di crediti ai soggetti in base al tipo di violazione, infortunio sul lavoro (anche mortale) e sanzione.

I corsi per recuperare i crediti

Conflavoro suggerisce di ritagliare maggiormente la formazione sulla specifica esigenza di recupero, tenendo conto delle cause alla base della decurtazioni, declinando dunque i corsi in maniera più puntuale in termini di orario e materie oggetto di formazione.

Ampliare le esenzioni

Se le imprese con qualificazione SOA non hanno obbligo di richiedere la patente a crediti, secondo Conflavoro lo stesso meccanismo di esenzione potrebbe essere applicato anche a quelle imprese in possesso di certificazioni per i sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, quali la certificazione UNI ISO 45001, rilasciata da organismi terzi di certificazione accreditati da Accredia, o dell’asseverazione SGSL rilasciata da organismi paritetici iscritti nel repertorio del Ministero del Lavoro ai sensi del decreto del ministero del Lavoro 171/2022 in attuazione dell’art. 51 del Dlgs 81/08.

Ipotesi di periodo transitorio e ulteriori proposte

Conflavoro propone poi un regime transitorio di informazione e accompagnamento per la produzione di tutti gli adempimenti necessari a titolo di requisiti principali per il rilascio della patente, e in particolar modo il DURF – documento unico di regolarità fiscale – non così diffuso tra le PMI.

Tra gli altri suggerimenti proposti da Irene Botta e Gennaro Battimo, inoltre, anche l’eventualità di avviare una riflessione – fermo restando la logica del libero mercato – rispetto al reinserimento professionale/ricollocamento dei lavoratori di quelle imprese che andranno incontro alla chiusura dell’attività a causa delle irregolarità.

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