Il TAR ha deciso: non serve il notaio per aprire una startup online

Rigettato il ricorso dei professionisti in merito, è sufficiente la firma digitale per le nuove startup innovative

 

Arriva l’ultima parola, salvo ricorsi, sulla costituzione gratuita online delle startup innovative. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, infatti, ha deciso che per intraprendere questa tipologia di nuova impresa in forma di srl è sufficiente la firma digitale e, dunque, per la sua fondazione non c’è bisogno della sottoscrizione di un notaio. 

Il TAR (sentenza 10004/2017 Reg. Prov. Coll.) ha bocciato quasi in toto il ricorso presentato dal
Consiglio Nazionale del Notariato, il quale era passato al contrattacco dopo l’Investment Compact voluto dal ministero dello Sviluppo Economico. Solo una contestazione è stata in parte accolta, ossia la pericolosità dell’iscrizione automatica in modalità telematica nella sezione ordinaria del Registro delle imprese qualora la startup perda le caratteristiche di innovazione. Questa sorta di migrazione automatica non potrà esserci.

La caratteristica principale affinché una startup sia definibile innovativa è che operi nel campo dell’innovazione tecnologica a prescindere dal settore. La normativa, infatti, non prevede limitazioni al tipo di attività svolta. Qualora perda queste peculiarità, per l’iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese le startup dovranno ripetere o modificare l’atto costitutivo.


L’
Investment Compact (DL 3/2015, poi convertito con modifiche dalla legge 33/2015), oltre a definire il significato e le caratteristiche di ‘startup innovativa’, ha lo scopo di snellire la burocrazia necessaria alla sua costituzione. Lo scopo è tentare di far recuperare strada nel settore all’Italia, fuori dalle posizioni mondiali di rilievo in relazione al Pil prodotto.

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Gabriele Tolari

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