Tutti dentro? Calenda (Sviluppo Economico) vuole un governissimo di transizione

L’ultimo titolare del MiSE propone un governo formato da tutte le forze politiche, nonché una commissione bicamerale che scriva le riforme necessarie al Paese

 

Il ministro: “PD deve essere promotore”, ma i big del Nazareno dicono no

Carlo Calenda, fresco iscritto al Partito Democratico e ministro dello Sviluppo Economico negli ultimi due anni, lancia la sua proposta al Capo dello Stato dalle colonne de La Repubblica: “Il PD non può restare immobile, deve farsi promotore di una proposta per uscire dallo stallo”. Deve, quindi, avanzare “l’idea di un governo di transizione sostenuto da tutte le forze politiche e, parallelamente, la formazione di una commissione bicamerale sulle riforme istituzionali”. 

La proposta è stata già bocciata da altri big del partito, renziani e non. Va, però, incontro alle analoghe aperture fatte durante queste settimane post elezioni da Dario Franceschini e Andrea Orlando. C’è chi vorrebbe, in sostanza e almeno sulla carta, una legislazione di opposizione per il PD, con il presidente del partito Matteo Orfini a ribadirlo anche dopo le dichiarazioni di Calenda. E chi, proprio come l’ultimo titolare dello Sviluppo Economico, vorrebbe, al contrario, un ruolo di prim’ordine per il PD nel prossimo esecutivo. 
 

Governissimo ultima spiaggia, Alberti Casellati accetterebbe mandato esplorativo

Un governissimo che, però, oltre che dallo stesso Nazareno, non vuole nemmeno Matteo Salvini, leader della Lega e dello schieramento di centrodestra. Nuova benzina, dunque, sul fuoco sempre più ardente del post consultazioni-bis. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal canto suo, sembrerebbe continuare a tenere viva anche l’opzione del governissimo. Questa settimana, prima di arrivare a un ‘dentro tutti’, sembra intenzionato a conferire un mandato esplorativo per verificare la situazione in aula. La prescelta? Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato. Il numero 2 dello Stato, in sostanza, si è già detta disponibile ad accettare. 

In prima fila, però, resta anche il nome di Giancarlo Giorgetti, vice di Salvini o quello di una personalità indipendente. Le opzioni sul tavolo, dunque, non prevederebbero al momento la guida diretta del prossimo esecutivo né da parte di Luigi Di Maio né da parte del leader della Lega.

L’unica cosa certa  è che il presidente Mattarella pretende una svolta alla situazione di impasse creatasi dopo il 4 marzo. “Attenderò alcuni giorni – ha affermato dopo il secondo round di consultazioni – trascorsi i quali valuterò in che modo procedere per uscire dallo stallo che si registra”.

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