Breaking News Etichettatura latte e derivati, levata di scudi da parte di Assolatte martedì 10 Ottobre 2017 Array Breaking News Per gli addetti al settore le tempistiche sono sbagliate e favoriscono i concorrenti esteri A circa sei mesi di distanza dall’entrata in vigore della normativa italiana che prevede una tracciabilità chiara sull’origine dei prodotti lattiero-caseari, scoppia la polemica da parte degli addetti al settore rappresentati da Assolatte. Da una parte, infatti, i lavoratori sono fermamente convinti sia necessaria, a favore del consumatore, un’etichettatura chiara, visibile e facilmente leggibile così come previsto dal regolamento Ue n. 1169/2011. Dall’altra, però, pur avendo istituito una misura giusta, ritengono che l’Italia si sia messa in posizione di svantaggio rispetto al resto dell’Europa. La legislazione in materia, infatti e paradossalmente, secondo gli addetti al settore è arrivata con tempistiche sbagliate. Troppo in anticipo, cioè, rispetto agli altri Paesi dell’Unione i quali ancora non si sono adeguati al regolamento Ue del 2011. Risultato? I concorrenti esteri che commerciano prodotti lattiero-caseari possono farlo in Italia senza indicare nessuna origine. Il regolamento Ue n. 1169/2011 prevede che le etichette di questi prodotti indichino il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura. “Siamo a favore della trasparenza e della corretta informazione di tutti i consumatori e per questo stiamo lavorando affinché l’origine in etichetta diventi un obbligo europeo. Per questa ragione – ha affermato all’Ansa Giovanni Ambrosi, presidente Assolatte – abbiamo forti perplessità sulla normativa italiana che ha introdotto l’indicazione dell’origine del latte in etichetta, una fuga in avanti che mette a dura prova la competitività delle aziende italiane e rischia di confondere i consumatori”. “Il quadro è ancor più sconcertante – ha aggiunto Ambrosi – se si guardano le tempistiche e le modalità di uscita della norma. Il decreto è apparso fin da subito poco chiaro ed è stato necessario pubblicare diverse circolari interpretative che non hanno sciolto tutte le riserve. Le aziende hanno avuto solo tre mesi di tempo per adeguare le confezioni: un tempo troppo breve per smaltire i prodotti in magazzino che ha portato a un aumento sensibile degli sprechi. La proliferazione di iniziative nazionali circa la regolamentazione dell’etichettatura di origine sta diventando deleteria per il mercato unico europeo. Bisogna fare squadra con le istituzioni nazionali e comunitarie per far sì che si arrivi presto ad una normativa armonizzata”. La tua crescita passa da una nostra sede Cerca la più vicina a te Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Scopri le altre nostre convenzioni Gestione delle risorse umane in un clic Leggi tutto 10% di sconto sui tuoi viaggi Leggi tutto 30% di sconto sulle tariffe web Leggi tutto Condizioni agevolate agli associati Conflavoro PMI Leggi tutto