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Fontana alla Camera e La Russa al Senato: ora consultazioni e Governo Meloni fra una settimana

Con Fontana a Montecitorio e La Russa a Palazzo Madama, adesso saranno scelti i capigruppo. Poi consultazioni lampo di Mattarella e nomina di premier e ministri

Con l’elezione di Lorenzo Fontana a presidente della Camera, giunta come previsto alla quarta votazione (la prima in cui è sufficiente la maggioranza assoluta, ossia 201 voti), si chiude la fase di individuazione della terza carica dello Stato. Fontana è vicesegretario della Lega e, fra le varie cariche ricoperte durante la carriera politica, è stato due volte ministro: alla Famiglia e Disabilità e agli Affari europei.

Ieri (13 ottobre), durante la prima seduta della XIX legislatura, c’era stata invece la votazione per la scelta della presidenza del Senato (con annesse alcune polemiche da parte di Forza Italia), ottenuta al primo scrutinio da Ignazio La Russa, tra i co-fondatori di Fratelli d’Italia, già ministro della Difesa e, nella scorsa legislatura, vice presidente proprio a Palazzo Madama.

Fontana alla Camera, La Russa al Senato: i prossimi passaggi in vista del Governo

Ora che i due rami del Parlamento hanno scelto i rispettivi presidenti – nei prossimi giorni saranno integrati gli Uffici di presidenza con le elezioni delle altre cariche – il prossimo step sarà l’individuazione dei capigruppo dei vari partiti alla Camera e al Senato, tra il 16 e 17 ottobre. Deputati e senatori sono rinnovati nei nomi per circa la metà, ma con pochi under 40 e con una presenza femminile in calo dopo l’incremento costante delle ultime legislature.

Dopodiché procederà spedito l’iter per l’avvio del nuovo Governo, con Sergio Mattarella che – pare certo a tutti – affiderà l’incarico a Giorgia Meloni. Il presidente della Repubblica, comunque, seguirà l’iter che prevede innanzitutto le consultazioni: al Quirinale saranno convocati La Russa e Fontana e, successivamente, i leader di tutti i partiti rappresentati in Parlamento coi rispettivi capigruppo. Le consultazioni dovrebbero avvenire a partire dal 19 o 20 ottobre.

Il conferimento dell’incarico, la nomina e la nascita del Governo

Terminate le consultazioni, stavolta ‘lampo’ perché – salvo imprevisti dell’ultimo minuto – non ci saranno dubbi numerici tali da prevedere un cosiddetto ‘mandato esplorativo’ come accaduto, ad esempio, a più riprese nel 2018, il presidente della Repubblica conferirà l’incarico a Giorgia Meloni. Potrebbe verificarsi già tra giovedì 20 e venerdì 21, al più tardi sabato 22 ottobre.

Sarà quindi lei – prima donna presidente del Consiglio in Italia – a presentare a Mattarella la lista dei ministri in via di ultimazione proprio in queste ore, con la quasi certezza di Giancarlo Giorgetti (Lega, già ministro allo Sviluppo economico) proposto allo strategico dicastero dell’Economia e Finanze. Il presidente del Consiglio e i ministri della Repubblica saranno nominati formalmente da Mattarella con due distinti decreti. Dal Quirinale, in ogni caso, potrebbero essere chiesti dei ‘correttivi’ alla lista dei nomi presentati da Meloni.

Il giuramento, la presentazione del programma e la fiducia

Individuata e confermata la squadra di Governo, l’iter per l’avvio dei lavori del nuovo Esecutivo procederà in modo spedito. Il primo step sarà il giuramento dei membri del Governo nelle mani del presidente della Repubblica: prima il presidente del Consiglio e, poi, i singoli ministri, il cui giuramento equivale formalmente all’accettazione della loro nomina.

Con il giuramento c’è il cosiddetto passaggio della campanella, la cerimonia che segna il passaggio di consegne immediato tra il premier uscente, in questo caso Mario Draghi, e la guida del nuovo Governo.

La fiducia, come recita la Costituzione, va richiesta singolarmente dal Governo alle due Camere entro dieci giorni dalla formazione, ossia dal giuramento. Giorgia Meloni otterrà la fiducia mediante la votazione nominale per appello. Prima del voto, presenterà il programma di Governo su cui, formalmente, sarà richiesta appunto la fiducia.

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